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Il Sentiero fra storia e fede

 

 

 

 

Storia del sentiero

La chiesa della Madonna della Corona, abbarbicata tra le rocce nella parte centrale della propaggine orientale del Monte Baldo, accoglie l'oggetto della devozione. Una statua in pietra locale scolpita secondo lo stile delle Vesperbild d'area tedesca, data 1432, raffigura la Madonna che tiene tra le braccia il Cristo deposto dalla croce. Una leggenda molto diffusa a livello non solo locale narra che tale opera sarebbe stata trasportata colà da Rodi in una notte del 1522 da una schiera di angeli scesi dal cielo per sottrarre l'immagine della Madre di Gesù alla furia turca. La fede e la devozione popolare negli anni immediatamente successivi, così narra la leggenda di fondazione del luogo sacro, vollero e realizzarono il Santuario che, attraverso ripetuti lavori d'ampliamento e di restauro, raggiunse l'aspetto attuale. In realtà tracce di vita eremitica sulle propaggini orientali del Monte Baldo sono documentate fin del secolo XIII e molto probabilmente fu su tali manifestazioni religiose che s'innestò il culto mariano ancor oggi assai diffuso.


Vista del Santuario della Madonna della Corona dalla strada di Spiazzi

Vista del Santuario della Madonna della Corona dalla strada di Spiazzi


Nel passato più o meno recente il sentiero della Madonna della Corona fu percorso non solo da pellegrini che in atteggiamento pio e devoto si recavano al cospetto della statua per chiedere qualche grazia o per ringraziare per un favore ricevuto, (a proposito al Santuario non dimenticarsi di visitare la raccolta di ex-voto), ma anche da persone che poco avevano a che fare con la religiosità e la preghiera. In effetti, fin dai primi anni del secolo XVIII soldati di eserciti stranieri o meno utilizzarono il percorso per raggiungere il Monte Baldo dalla valle dell'Adige o viceversa. Accadde nel 1702 durante la guerra di successione spagnola, nel 1797 in piena campagna napoleonica in Italia, nel 1848 allo scoppio della prima guerra di indipendenza e infine nel 1945 mentre la seconda guerra mondiale stava volgendo al termine. Oggi per fortuna, del percorso se ne sono riappropriati i devoti e i turisti che vogliono compiere un'escursione insolita e suggestiva resa nuovamente possibile grazie ai contributi della Regione Veneto e della Fondazione Cariverona.

 

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