Errore
  • XML Parsing Error at 2:32. Error 76: Mismatched tag

Dove vi porta il Sentiero della Speranza

Santuario Madonna della Corona

Storia del Santuario

A strapiombo sulla Valdadige, a circa 700 m. sopra l’abitato di Brentino, è abbarbicato il Santuario della Madonna della Corona.

Oggetto della devozione è una statua in pietra dipinta di Maria addolorata, che secondo la tradizione agiografica sarebbe stata portata tra le balze rocciose da un coro di angeli a metà del XV secolo.

Testimonianze documentarie attestano che nella zona vissero eremiti, forse di osservanza benedettina, già dai secoli XIII e XIV. A costoro subentrarono i cavalieri Gerosolimitani o di Malta che diffusero il culto religioso del luogo fino all’epoca napoleonica.

In seguito la chiesa e le sue immediate pertinenze divennero appendici della curia diocesana di Verona e lo sono tutt’oggi.

Nel 1988 il Santuario è stato visitato anche dal Papa Giovanni Paolo II.

La nuova chiesa venne edificata tra il 1490 e il 1521, data, quest’ultima, quasi coincidente con l’anno fissato dalla tradizione a proposito della comparsa della statua dell’Addolorata.

Sempre nel corso del Cinquecento venne realizzato il primo comodo accesso pedonale da Spiazzi, costituito dalla scalinata che scende al Ponte del Tiglio, e dai successivi gradini che dal ponte salgono alla chiesa. Questi gradini sono stati ricavati sullo storico sentiero proveniente dal fondovalle. Si tratta di opere che verranno ulteriormente migliorate nel secolo seguente, assieme al rifacimento in muratura del Ponte del Tiglio, chiamato così perché era in origine una passerella in legno appoggiata sui rami arcuati, appunto di un tiglio. Nel 1960 iniziarono inoltre i lavori, che durarono più di cinquant’anni, per l’allargamento e la sistemazione del sentiero da Brentino.

Il seicento è però soprattutto il secolo della costruzione di una nuova e più ampia chiesa, segno concreto, assieme alle citate opere connesse, di un continuo incremento del flusso dei pellegrini, frutto di una notorietà ormai diffusa, tanto che alla fine del secolo alla Corona si celebravano mediamente quindici messe al giorno. Un ulteriore ampliamento avvenne verso la fine dell’Ottocento, sotto la gestione della Diocesi di Verona.

Infine, vi furono le opere del 1975-78 riguardanti tutta la fabbrica del santuario. La totale assenza di spazio edificabile esterno indusse ad ampliare la chiesa nell’unico modo possibile, scavando cioè una grande volta nella roccia e utilizzando la roccia stessa come parete del santuario. Il risultato è un perfetto e indissolubile abbraccio con la montagna.


Particolare di una mappa del 1750

Particolare di una mappa antica

Località del territorio

 

Con il patrocinio e la collaborazione

 

Tutti i diritti riservati - © Comune di Brentino Belluno - Piazza Z. Gelmetti n.1, Brentino Belluno, VR, ITALY - P.IVA e C.F.: 00659140230
Privacy Policy -
CREDITS